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DEVIS VENTURELLI - CAPRICHO
A cura di Andrea Lacarpia

Inaugurazione sabato 3 dicembre 2016 ore 19.00
Fino al 31 dicembre 2016 (visibile tutti i giorni 24 ore su 24)
Edicola Radetzky, viale Gorizia (Darsena), Milano

Progetto CittÓ Ideale presenta Capricho, mostra di Devis Venturelli, parte del ciclo di esposizioni realizzate con il sostegno di Enel Energia con cui Edicola Radetzky viene attivata come spazio espositivo per l'arte contemporanea.

Nella ricerca di Devis Venturelli, il valore d’uso e le proiezioni simboliche convenzionalmente associate agli elementi architettonici e allo spazio urbano vengono trasformati in pura forma, veicoli di un’esperienza estetica in cui i significanti si liberano delle sovrastrutture linguistiche per aprirsi al divertissement.
La cittÓ diviene scenario di una rappresentazione teatrale in cui la narrazione si fa visione, estasi urbana.
Nelle proprie opere, Devis Venturelli utilizza spesso spunti derivati dall’antropologia culturale contemporanea  che, passando attraverso un’ampia diffusione popolare, assumono un valore trasversale rispetto alle differenze sociali e linguistiche.

Per Edicola Radetzky, Devis Venturelli realizza una visionaria colonna in cui vengono contraddette le proprietÓ tradizionalmente legate a questo elemento architettonico.
Da forma monumentale e celebrativa che rimanda alla stabilitÓ, la colonna di Devis Venturelli appare come un incongruo miraggio all’interno della cittÓ. La forma asciutta e slanciata della colonna classica diviene morbida e tondeggiante, contraddistinta da una florida sensualitÓ in cui convergono elementi promiscui.
Il ritmico chiaroscuro delle scanalature viene tradotto da Venturelli in un susseguirsi di strisce di pizzo riccamente colorato, disposte verticalmente per definire il fusto della colonna.
Materiale originariamente carico di riferimenti simbolici, dall’erotismo alla purezza e al lutto, il pizzo diviene materiale per un fantasioso nonsense dallo sgargiante cromatismo.
La struttura della colonna Ŕ animata da un perenne flusso d’aria che ne agita la sommitÓ, costituita da fili di lana, come la chioma di una bizzarra cariatide.
Come suggerito dal titolo, l’opera di Venturelli Ŕ prossima al Capriccio, forma dell’arte e dell’architettura fondata sulla pura invenzione, bizzarra e visionaria, priva di ogni funzionalitÓ.
Il titolo fa riferimento anche al filone del bizzarro e dell’eccesso insito nella cultura ispanica, dai Caprichos di Goya alle architetture di GaudÝ, dal folklore fino all’immaginario cinematografico di Almodˇvar.
L’ammiccante antropomorfismo della colonna di Venturelli attrae il passante per accompagnarlo in una dimensione visionaria in cui decade la separazione tra natura e artificio.