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SIMONE ZACCAGNINI - “WHEN THE SUN REVOLVED ROUND US”

Testo di Andrea Lacarpia

Inaugurazione: venerdì 12 giugno 2015 ore 18.30

Apertura mostra: dal 12 giugno al 20 giugno 2015 su appuntamento

Luogo: DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano (MM1 Turro)



Venerdì 12 giugno Dimora Artica ospita l'inaugurazione della mostra personale di Simone Zaccagnini, organizzata con la collaborazione della Galleria Giuseppe Pero. Per l'occasione, l'artista trasformerà lo spazio espositivo allestendo delle opere nelle quali il gesto pittorico si espande in un'installazione connotata anche dall'uso di materiali industriali.

Forme espressive popolari nate nei contesti urbani, le sottoculture hanno fortemente influenzato gli ultimi decenni della cultura occidentale, penetrando nell'immaginario e nello stile di vita dei giovani americani ed europei. I codici stilistici propri o tangenti le sottoculture, contraddistinti dal gusto per i materiali sintetici e l'ingenuità del linguaggio di strada, fanno parte dell'immaginario di Simone Zaccagnini, il quale ne rilegge le forme attraverso il filtro dell'emotività personale. Le visioni che hanno dominato l'infanzia dei trentenni di oggi sono matabolizzate e ridefinite dall'artista come testimonianze, parzialmente velate di nostalgia, del costante desiderio d'emancipazione degli istinti più semplici.
L'odierna crisi culturale, che è in primis una lenta e salutare presa di coscienza dell'alienazione prodotta dall'incanto postmoderno, è permeata da un sentimento malinconico che blocca il presente per la mancanza di fiducia nel futuro. Alla stasi dovuta alla repressione della vitalità del desiderio, Simone Zaccagnini risponde con un'esplosione gestuale in cui al segno pittorico, che si apre in ampi vortici e volute che sembrano voler misurare lo spazio per prenderene possesso, si affianca la volontaria accettazione di ciò che viene solitamente accantonato come inutile o di cattivo gusto,  riscoperto nella sua dignità espressiva all'interno di una visione non gerarchica del linguaggio.
La luminosità dei colori e la sperimentazione di alcuni materiali industriali, scelti per l'aggressiva attrattività della loro iridescenza, comunicano la felice espansione vitale che trova le energie primarie di sussistenza nell'esperienza personale dell'artista e nella spontaneità della cultura popolare.
Simone Zaccagnini sembra invitarci a contemplare tutto ciò che accade spontaneamente, dall'irruzione del sentimento alla pittura come scrittura irrazionale, come uno spettacolo davanti al quale sospendere ogni giudizio etico ed estetico, come quando si gode del sole senza implicazioni concettuali, ma semplicemente per la ritmicità del suo girarci intorno.