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VALENTINA D'AMARO - VESPRO
a cura di Andrea Lacarpia

Dimora Artica - Milano

dal 27 febbraio al 21 marzo 2015

Nel fluire storico, sentimento e razionalità si alternano come polarità in cerca di una sintesi nella quale ritrovare l'armonia. Se la ragione è lo strumento con il quale la realtà si oggettivizza, l'emozione è solitamente associata all'impressione dell'individuo che interpreta il mondo attraverso i propri sensi. La filosofia idealista, ed in particolare il romanticismo, ritrova la sintesi delle polarità nell'assoluto, dimensione permeata dalla condizione estatica che trascende la fisicità pur mostrandosi nella quotidianità fenomenica.
Novalis, autore paradigmatico dell'atteggiamento romantico, descrisse la propria attività poetica come un potenziamento qualitativo che conferisce a ciò che è consueto e ordinario un aspetto misterioso che travalica ogni finitezza. Da semplice spontaneità dell'irrazionale, in Novalis la lettura soggettiva del mondo si fa estasi permeata di riflessione, attraverso la quale l'uomo diviene creatore della stessa natura che osserva.
Le opposizioni dialettiche si placano nella giustizia poetica là dove gli opposti si integrano nella  totalità vivente di una natura non più sentita come una realtà esterna all'uomo, ma come frutto della costante contemplazione creatrice dell'animo umano, originaria funzione dell'esistenza che unisce il produrre e il sapere nell'attività dello spirito.

Pur concentrandosi da diversi anni nell'ambito del paesaggio, Valentina D'Amaro non si limita alla registrazione della veduta come natura incontaminata, ma trova il suo centro di gravità nell'uomo che attraverso l'esperienza meditativa accede ad una dimensione metafisica, in cui l'esteriorità e il mondo interiore convergono empaticamente. Pur non apparendo nei dipinti, la figura umana è presenza spirituale che con il pensiero pone in essere il paesaggio stesso.
Se nella precedente serie di dipinti l'artista ha trasformato l'apparente atonia della Pianura Padana in luminose distese erbose dominate da un verde smagliante e da un cielo costantemente bianco, ora Valentina D'Amaro ritrova negli scorci del Lago Maggiore e del Lago D'Orta un'armonia dai toni più intimisti, comunicati dal rispecchiamento del cielo e delle montagne nell'acqua lacustre. Il colore blu, modulato in modo da rendere l'eterica elettricità comunicata dal lago, domina le opere con la sua sottile vibrazione cromatica.
L'acqua, il cielo e le montagne si contendono lo spazio pittorico all'interno di abili inquadrature in cui la pace e pacatezza dell'insieme compositivo celano le inquietudini di un'atmosfera saturata dalle presenze immateriali che risiedono nella luce del crepuscolo.
I toni umbratili accompagnano una romantica rêverie dedicata alle sottili energie dello stato d'animo vespertino, agevolando la concentrazione meditativa che lentamente prende il posto del rumore dei pensieri quotidiani, creando una nuova realtà dominata dalla pace interiore.


Andrea Lacarpia