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FIORELLA FONTANA - LA PIETRA ANGOLARE
a cura di Andrea Lacarpia

Dimora Artica - Milano

dal 20 gennaio al 7 febbraio 2015

La pietra angolare: All'interno dell'ampia trattazione sull'iconografia tradizionale raccolta nel testo Simboli della Scienza Sacra, RenÚ GuÚnon descrive le simbologie costruttive presenti in diverse epoche e culture, universalizzando l'immagine della pietra angolare in un percorso che porta alla tradizione ind¨ e buddista partendo dalla cristianitÓ medioevale, l'alchimia e la costruzione del Tempio di Salomone. Nella lettura guÚnoniana, il pilastro centrale del cosmo e la pietra filosofale degli alchimisti vanno a formare un complesso simbolico unico, il luminoso axis mundi che Platone definisce asse di diamante e che nell'oriente vedico si incontra come raggio solare della divinitÓ della luce Agni.
Il simbolismo della pietra angolare esprime appieno la natura insieme immanente e trascendente che pu˛ assumere l'agire umano, se convogliato nella costruzione di una cittÓ dello spirito che Ŕ insieme societÓ civile e tempio. A differenza della pietra fondamentale, punto terreno sul quale poggia la struttura dell'edificio, la pietra angolare Ŕ un elemento evanescente, pura luce che rende visibile il mondo materiale e nello stesso tempo si sottrae da ogni definizione concreta, mostrandosi alla coscienza solo al compimento della costruzione. La pietra angolare Ŕ la chiave di volta dell'edificio cosmico: idea unitaria che contiene la molteplicitÓ del mondo fenomenico, punto magnetico che trascende l'immanenza nella completezza dello spirito, essenza luminosa che Ŕ insieme fonte e finalitÓ dell'esistenza.

La ricchezza concettuale della pietra angolare, vista come asse che riassume cielo e terra nell'unitÓ della luce, viene sviluppata da Fiorella Fontana in una mostra che, partendo da una fonte luminosa centrale, si espande progressivamente nello spazio. Una piccola struttura dalla forma stellare, composta dalla sovrapposizione di forme rettangolari create con elementi modulari, Ŕ circondata da elementi che percorrono e suddividono lo spazio inglobando l'intera sala espositiva, modificandone la percezione e creando percorsi. Modulando la luminositÓ dell'ambiente, l'alternanza delle linee va a formare il ritmo tipico delle costruzioni architettoniche pi¨ semplici, nelle quali gli elementi strutturali sono enfatizzati nella loro austeritÓ, oltre ad alludere alle quinte sceniche che definiscono lo spazio della rappresentazione teatrale. I pieni e i vuoti si rincorrono come nel respiro di un organismo che si mostra come ordine e armonia dopo la rettificazione dalle superfetazioni esteriori, ricondotte alla pi¨ asciutta schematicitÓ. La geometria e la natura organica vengono accomunate dall'artista nella stessa ricerca dell'equilibrio essenziale, in cui il senso della misura proprio dell'intelletto apolinneo si somma alla vitalitÓ dionisiaca. Il senso panico dell'esistenza incontra le algide forme di un'iperborea etÓ dell'oro, rivelando la schematicitÓ della storia delle passioni umane che incessantemente ruotano intorno all'asse cosmico della pietra angolare.

Andrea Lacarpia