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MARCO CASSARA' - PYGMALION
a cura di Andrea Lacarpia

Dimora Artica - Milano

dal 19 dicembre 2014 al 10 gennaio 2015

Pygmalion: Nel firmamento è racchiusa la memoria del mondo: ogni avvenimento passato e futuro è impresso nella dimensione siderale che, come un inesauribile archivio d'informazioni, contiene l'esistenza intera senza disperdere nulla. Nell'ambito teosofico la dimensione della memoria cosmica è chiamata "Cronache dell'Akasha", come l'omonimo testo di Rudolf Steiner che ne approfondisce con chiarezza le caratteristiche. La permanenza della luce degli astri, visibile anche dopo il ciclo vitale degli stessi, rende evidente l'immaterialità delle percezioni, anche quelle più semplici e quotidiane, tratte dal ricordo impresso nella spettrale Akasha. Se la percezione è un'impalpabile illusione, è anche vero che l'uomo vive gran parte della propria esistenza in una fisicità che si esprime nell'appagamento del desiderio. Il dramma dell'uomo tra immaginazione e corporeità, risolto da alcune discipline orientali con una negazione che porta alla liberazione dalle percezioni illusorie, nella tradizione occidentale trova espressione nel mito di Pigmalione narrato da Ovidio, il quale descrive come l'allucinazione dell'artista può trasformare la pietra in carne palpitante di vita. Come nella Genesi il Verbo si è fatto carne, nelle Metamorfosi di Ovidio Pigmalione dà vita alla propria visione, infondendo in essa il proprio ardente desiderio.

Marco Cassarà è mosso dalla necessità di concretizzare le sfuggenti visioni del proprio immaginario, nel tentativo di prolungare la luminosità di un passato che, come un fossile senza peso, riposa nella dimensione del sogno facendosi matrice di future visioni. Le atmosfere sintetiche e surreali dell'infanzia vissuta negli anni '80 emergono in un'atmosfera rigorosamente notturna, dominata dai toni freddi, intrecciandosi a riferimenti ad una storia d'amore conclusa, elaborata dall'artista nella dimensione atemporale del mito. Le immagini generate dal flusso di coscienza vengono nobilitate come espressioni di una dimensione nello stesso tempo intima e sacra, fugaci apparizioni venerabili come divinità pagane, abitanti del mondo remoto contro il quale gli eroi si scontrarono per esserne infine soggiogati a causa dell'inesorabilità del destino che, come un linguaggio invisibile, riscrive la storia del mondo modulando lettere immutabili in frasi sempre nuove.
Collage di stampe e pittura vengono in parte occultati da strati di materiali semitrasparenti, tessuti e plastiche adesive dagli effetti cangianti e riflettenti che fanno assumere ai soggetti un aspetto evanescente e distante, fruibile in diversi modi a seconda delle condizioni di luce. Fotogrammi di una narrazione per immagini convergono nell'opera Pygmalion, libro d'artista nel quale Marco Cassarà descrive reminiscenze illuminate dalla fredda luce astrale dei sogni, organizzate in una sequenza che è un percorso nel quale il processo di anamnesi confluisce in una sorta di catarsi finale. La serie Heathen, composta in parte da estratti di Pygmalion, si sviluppa invece nel formato circolare delle custodie dei vinili, supporto ripetuto ritmicamente che suggerisce la fondamentale presenza della cultura musicale tra gli interessi dell'artista, le opere del quale sono particolarmente affini alle atmosfere oniriche shoegaze, genere alternative rock sviluppatosi in Inghilterra sul finire degli anni '80. Le opere di Marco Cassarà accompagnano nel territorio delle immagini immateriali, in un'apollinea ascensione che è anche discesa negli abissi dell'introversione più profonda.

Andrea Lacarpia