andrea lacarpia website

 
 
                                                                                       























MARCELLO TEDESCO - NUOVA MATRICE
A cura di Andrea Lacarpia 
dal 26 aprile al 25 maggio 2013

DIMORA ARTICA, via Matteo Maria Boiardo 11 – Milano


I percorsi narrativi tracciati da Tedesco sono metastorici, originati da matrici ottenute modificando schemi precedenti. Principalmente autore di lungometraggi, utilizza anche la fotografia, la pittura e la scultura, mantenendo un linguaggio essenziale ed austero fondato sulla ieraticità delle forme che nelle sculture si traduce con l’utilizzo di materiali semplici come il cemento, la cera e il marmo.

Nel progetto Nuova Matrice, l’artista presenta alcune opere della serie Golden Age, sviluppate eliminando radicalmente la figura maschile dalla narrazione; si innesca quindi un processo che porta ad alterare la struttura iniziale, fino a generare una nuova forma che diventa matrice.  

Risalendo all’origine del femminile, Tedesco utilizza la figura di Eva per immaginare una nuova storia dalla quale possa nascere un linguaggio. La progenitrice è rappresentata dall’artista come corpo femminile e sinuoso serpente, ma anche come ottagono risultante dalla rotazione del quadrato, simbolo tipicamente maschile. Una colonna di cemento a base ottagonale innalza una testa femminile che, nonostante le forme severe, mantiene una certa sensualità data dalla morbidezza della cera con la quale è stata plasmata. La stessa tipologia di colonna, questa volta associata ad un serpente che gli si attorciglia, compare in un grande disegno su tavola che grazie alla centralità esasperata aumenta la forza iconografica del soggetto. Alla piacevolezza estetica delle precedenti opere fa da contrappunto l’aspetto più grezzo di un altro serpente, posto sul pavimento, modellato con gesso patinato e cera d’api, che serpeggia ancora dentro il proprio stampo e del quale emergono solo le estremità. La forma ad esse ricorda la struttura del DNA, suggerendo una plausibilità del racconto dall’artista che, pur limitato all’alterazione di una storia universale, assume una propria valenza fisica concretamente impressa nel nuovo DNA. La grezza materia della matrice del serpente, dall’aspetto esteriormente informe ma contenente al proprio interno una forma ben precisa e moltiplicabile, riporta alla concezione della Natura come viva materia che genera nelle proprie viscere tutte le forme, che moltiplicate per gemmazione ma provenienti dallo stesso calco, percepiamo comunque come le differenze che vanno a costituire il mondo concreto.